Materia ed Energia

Materia ed energia

Il teorico dei sistemi Ervin László afferma che «è sempre stato difficile trovare un terreno comune tra scienza e spiritualità. Almeno fino a dieci, quindici anni fa, quando la scienza ha cominciato a scoprire che il cosmo non è dominio di pezzettini di materia inconscia che si spostano in uno spazio passivo e vuoto... Ora ha cominciato a riconoscere che questo sistema conserva e porta in sé non soltanto energia, ma anche informazioni… Un cosmo impregnato di coscienza e informazioni, interconnesso e in evoluzione integrale è un cosmo nuovamente spiritualizzato». (Risacralizzare il cosmo, Apogeo, 2006)

G.L. Schroeder lo conferma: «Tutta la materia è energia e a un livello sottostante all’energia c’è l’informazione, una base totalmente immateriale per l’esistenza… Ogni particella, ogni corpo, ogni aspetto dell’esistenza è espressione dell’informazione che attraverso il cervello o la mente interpretiamo come il mondo fisico». (L’universo Sapiente, Il Saggiatore, 2002)

Per spiegare i fenomeni che accadono nell’Universo, gli astrofisici hanno dovuto ammettere la presenza dell’energia oscura e della materia oscura (definite tali perché al momento non disponiamo di strumenti adeguati per comprenderle).

Come scrive Massimo Teodorani: «Fino alla prima metà del Novecento si riteneva che la quasi totalità della massa dell’universo risiedesse nelle stelle e nelle galassie in cui esse sono contenute. Bastava monitorare l’universo con i telescopi, rilevare la luce dei corpi celesti e dedurre, automaticamente, che solo ciò che emette luce è dotato di massa. Poi, proprio da un’accurata analisi delle osservazioni astronomiche ci si è accorti che le cose non stanno così […] I corpi celesti luminosi rappresentano solo il 4% della massa dell’universo». Vi è, infatti, una materia oscura «avente effetti gravitazionali in molteplici fenomeni astronomici… Non emette alcuna radiazione elettromagnetica e quindi non risulta individuabile dagli strumenti di analisi degli astronomi». (L’atomo e le particelle elementari, Macro Edizioni, 2007)

 

La teoria della relatività

Ma non c’è soltanto un infinitamente grande e inesplorato universo intorno a noi, di fronte al quale siamo semplici spettatori: c’è un universo altrettanto incomprensibile e sterminato all’interno di ognuno di noi, all’interno del nostro corpo, composto da 100.000.000.000.000 (centomila miliardi, 10 alla 14esima) di cellule, a loro volta composte da centinaia di miliardi di atomi e particelle subatomiche. Come dicevano i medici cinesi, l’essere umano è un microcosmo inserito all’interno di un macrocosmo.

La teoria della relatività rappresenta un buon modo per comprendere quanto ciò che chiamiamo “materia” sia solo una minima parte di ciò che compone la realtà e, in ogni caso, sia solo una forma di energia più densa. La verità scientifica attualmente consolidata è che “tutto è energia”.

La famosa equazione della relatività generale di Albert Einstein, E=mc2, ci parla della relazione che esiste tra la parte visibile della realtà (materia) e la parte invisibile (energia): secondo il grande scienziato, la quantità di energia (E) presente in un corpo corrisponde alla quantità di materia (elettroni, protoni, neutroni ecc.) moltiplicata per la velocità della luce al quadrato (“c” sta per celeritas, la velocità della luce, pari a 300.000 km/s, che moltiplicati al quadrato danno 90.000.000.000).

Osserva Fritjof Capra: «L’aspetto solido della materia è una conseguenza di un tipico “effetto quantistico” collegato al comportamento duale onda-particella della materia, una caratteristica del mondo subatomico che non trova l’analogo nel mondo macroscopico. Ogni volta che una particella è confinata in un piccolo spazio, essa reagisce a questa limitazione agitandosi dentro, e tanto più piccola è la regione in cui è confinata, tanto più velocemente la particella vi si muove. Nell’atomo sono presenti due forze antagoniste. Da una parte, gli elettroni sono legati al nucleo da forze elettriche che cercano di trattenerli il più vicino possibile. Dall’altra, essi reagiscono a questa limitazione ruotando vorticosamente, e quanto più strettamente sono legati al nucleo, tanto più alta sarà la loro velocità; di fatto, il confinamento degli elettroni all’interno di un atomo porta a velocità enormi, di circa 900 km/s! Queste alte velocità fanno sì che l’atomo appaia come una sfera rigida, proprio come avviene per un’elica in rapida rotazione la quale appare come un disco. È molto difficile comprimere ulteriormente gli atomi e ciò dà alla materia l’aspetto solido familiare». (Il Tao della fisica, Adelphi)

Possiamo quindi affermare, in modo forse un po’ semplicistico e approssimativo, che per ogni parte di realtà visibile esistono 90 miliardi di parti invisibili! Per ogni parte fisica e tangibile di me, esistono 90 miliardi di parti intangibili, non-fisiche, meta-fisiche, spirituali. E, per estensione, possiamo asserire che per ogni me o te che vedo e conosco, esistono almeno 90 miliardi di me che non vedo e non conosco.

Insomma, le stesse sconfinate dimensioni dell’universo che vediamo intorno a noi ci rimandano a un mistero forse ancora più profondo e inquietante, quello del nostro spazio interiore. «Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso», esordisce Ermete Trismegisto nella Tavola Smeraldina. All’interno di ciascuno di noi – ormai è scientificamente dimostrato – esistono gli stessi spazi sterminati che vediamo nel cosmo; nell’infinitamente piccolo possiamo perderci così come nell’infinitamente grande, e solo la consapevolezza di quello che si muove dentro di noi può farci trovare la via verso casa, che è la nostra anima, ma anche la connessione a un’anima universale.

Comprendere come agiscono i Pianeti e le Stelle fuori e dentro di noi significa stabilire una connessione di senso e di significato tra la nostra vita e il divenire universale.

Il Tema Natale ci offre questa possibilità, in quanto rappresenta il punto di contatto tra il macrocosmo e il microcosmo, una immagine colta al momento della nostra nascita che li rappresenta entrambi simultaneamente. Chiamiamo questa connessione “sincronicità”. La posizione degli astri nel cielo in un dato momento riflette le qualità di quel frangente temporale, così come riflette anche le caratteristiche della persona nata in quel momento: le due cose non si causano e non si influenzano, sono sincroniche e si specchiano l’una nell’altra.

 

 

«È come se l’anima umana fosse costituita di qualità provenienti dalle stelle; sembra che le stelle abbiano delle qualità che s’inseriscono bene nella nostra psicologia. 
Ciò accade in ragione del fatto che, originariamente, l’astrologia era una proiezione sulle stelle della psicologia umana inconscia.

In ciò vi è una conoscenza stupefacente, che consciamente non possediamo, del funzionamento inconscio che appare in primo luogo nelle stelle più remote, le stelle delle costellazioni zodiacali.
Sembra che ciò che possediamo, come conoscenza più intima e segreta di noi stessi, sia scritto nei cieli.
Per conoscere il mio carattere più individuale e più vero devo frugare i cieli, non riesco a vederlo direttamente in me stesso. [...]

Probabilmente, dunque, esiste qualche collegamento, nell’inconscio dell’uomo, con – si potrebbe dire – l’universo.
Ci deve essere qualcosa nell’uomo che è universale; in caso contrario egli non avrebbe potuto fare una proiezione simile, non potrebbe leggere se stesso nelle costellazioni più remote.
Non si può proiettare qualcosa che non si possiede; qualsiasi cosa si proietti in qualcun altro è dentro di sé, si trattasse pure del diavolo stesso.
Il fatto che proiettiamo qualcosa sulle stelle significa quindi che possediamo qualcosa che appartiene anche alle stelle.
Facciamo veramente parte dell’universo…

Giacché si fa parte del cosmo, qualsiasi cosa si faccia dovrebbe essere in armonia con le leggi del cosmo stesso»

(Tratto da: C.G. Jung, Visioni, ciclo di seminari tenuto tra il 1930 e il 1934).

 

 

 

 

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Tratto dall'Introduzione di ASTROLOGIA ARCHETIPICA - La Scienza dell'Anima 

di Umberto Carmignani e Simone Bongiovanni

 

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