La teoria dei sistemi

La teoria dei sistemi

La parola “sistema” deriva dal greco systéma, composta da syn-ístemi, e significa semplicemente “stare insieme”.

Il concetto di sistema si differenzia tuttavia da quello di “insieme”, in quanto non è dato solamente da una pluralità di elementi raggruppati secondo un criterio: un sistema è un insieme complesso, e si basa sul fatto che i suoi elementi sono in relazione tra loro; ciò che lo definisce un sistema (e il criterio di appartenenza ad esso) è quindi l’attività tra i suoi elementi, il passaggio e lo scambio di una qualche forma di energia o di informazione.

Per “sistema” si intende un’unità intera e unica composta da parti in relazione tra loro e tendenti all’equilibrio, tale che l’intero risulti maggiore della semplice somma delle parti e qualsiasi cambiamento di una di queste parti influenzi la globalità del sistema. Ogni elemento è in relazione con gli altri elementi e ha una ragion d’essere per la specifica funzione che svolge. Comportamenti, ruoli e funzioni diverse concorrono a generare la proprietà emergente del sistema, che è una caratteristica superiore alla somma delle funzioni.

La teoria dei sistemi nacque come risposta alle nuove conoscenze che la biologia cominciò a sviluppare nei primi anni del XX secolo e che fecero nascere la scuola di pensiero organicistica che si opponeva a quella meccanicistica, caratteristica del XIX secolo.

Uno degli elementi fondamentali dell’organizzazione negli organismi viventi è la sua natura gerarchica, ovvero l’esistenza di più livelli di sistema all’interno di ogni sistema più ampio. Così le cellule si combinano per formare i tessuti, i tessuti per dare vita agli organi e questi per formare gli organismi.

A loro volta gli organismi vivono in gruppi, organizzati in sistemi sociali che vanno poi a formare, attraverso l’interazione con altre specie, gli ecosistemi. Ciò che risultò subito chiaro fu l’esistenza di diversi livelli di complessità e che, a ognuno di questi livelli, i fenomeni osservati mostravano proprietà non esistenti al livello inferiore.

Nei primi anni Venti del secolo scorso, il filosofo inglese Charlie Dunbar Broad39 coniò per questo tipo di proprietà il termine “proprietà emergenti”. Questo tipo di concezione contraddice il paradigma cartesiano secondo cui il comportamento del tutto può essere compreso completamente studiando le proprietà delle sue parti.

La teoria dei sistemi non si può dunque conciliare con l’approccio analitico o riduzionistico che aveva caratterizzato il modus operandi degli scienziati fino a quel tempo.

 

Il sistema familiare

Gregory Bateson40, applicando la teoria dei sistemi alla famiglia e alle strutture sociali, distingue tra retroazione negativa (l’informazione riporta il sistema al suo stato iniziale) e positiva (l’informazione aumenta la deviazione del sistema dal suo stato iniziale). Bateson, assieme a Paul Watzlawick41 e ad altri esponenti della Scuola di Palo Alto42, applicò la teoria sistemica alle scienze sociali, approfondendo in particolar modo la teoria e la pratica della comunicazione umana.

In psicologia, l’approccio sistemico si occupa di esplorare quella dimensione della coscienza in cui ogni fenomeno è parte di un sistema a cui è interconnesso e da cui dipende.

Come esseri umani non siamo isolati in una identità psico-fisica, ma siamo parte di una serie di ulteriori sistemi via via più ampi e complessi, quali la famiglia, la nazione, il continente, il pianeta, la storia, lo spazio e il tempo in cui si muove la nostra vita. Non a caso si utilizza il termine “ecosistema” per indicare l’intima connessione tra l’ambiente e l’insieme degli esseri viventi che lo abitano con reciproche influenze. All’interno del corpo umano si trovano poi vari organi, apparati e sistemi (nervoso, endocrino, circolatorio, respiratorio, immunitario ecc.) che svolgono specifiche funzioni e concorrono al mantenimento della vita.

L’albero genealogico, inteso come sistema familiare, è composto da diversi elementi, è un sistema aperto, in espansione, e cerca continuamente l’equilibrio e l’auto-regolazione cibernetica43. Le informazioni che circolano in tale sistema (detto anche coscienza di specie o anima familiare) risentono di tutte le esperienze più o meno drammatiche vissute dai membri della famiglia di origine: il problema di un singolo elemento si riflette sull’intero sistema.

Ciò avviene perché il sistema tende a ricreare il proprio equilibrio.

Attraverso le Costellazioni Familiari44 si arriva a mostrare il cosiddetto “irretimento”: vengono portate alla luce la struttura del sistema e le dinamiche nascoste che ci mantengono legati alla nostra famiglia, ci fanno appartenere a quel gruppo, ci spingono ad attuare dei comportamenti che condizionano inconsapevolmente la nostra vita, i nostri sentimenti e le nostre relazioni.

 

< IL CAMPO MORFOGENETICO           APPROCCIO FENOMENOLOGICO E COSTELLAZIONI ASTROLOGICHE >

 

 

 


Tratto dall'Introduzione di ASTROLOGIA ARCHETIPICA - La Scienza dell'Anima 

di Umberto Carmignani e Simone Bongiovanni

 

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